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Da Piaggine alla grava del Gravattone

Si percorre la strada da Piaggine verso Sacco. Poco prima del km 66 si imbocca la strada a destra che sale tra curve verso il Monte Vivo. Dopo circa 1 km si imbocca la strada sterrata a destra. Dopo 300 m si raggiunge un bivio che sulla destra porta al ponte sul Torrente Mangosa.

Tornando al bivio e proseguendo diritti si giunge ad un’area attrezzata, chiamata l’Oasi, dove si organizzano attività didattiche per le scuole. Da qui conviene proseguire comunque a piedi perché la strada è disagevole.

Si prosegue lungo la strada sterrata e dopo tre km si raggiunge il Gravattone, la cui presenza si intuisce a causa di una profonda depressione nella pianura. Si tratta di uno spettacolare inghiottitoio dove la forza dell’acqua di impluvio che vi si tuffa è testimoniata dalla roccia levigata a fondo. L’inghiottitoio è il più profondo della Campania (224 m) e vi si accede da un’ampia cavità che man mano si stringe. Il suo ingresso è assolutamente da evitare perché la roccia è scivolosa e richiede esperienza speleologica. Nelle pozze d’acqua, sempre presenti, anche durante la stagione estiva, si possono osservare girini di rana italica e insetti acquatici.
Sulle pareti dell’inghiottitoio vegetano piante tipiche degli ambienti umidi rupestri.

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