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Feste e Fiere

Festa e Fiera della Madonna delle Grazie 2 luglio.
Sulla collinetta dove è la chiesetta, alla periferia del paese. Strada rotabile.

Festa della Madonna del Carmine 15/16 luglio
Processione, spettacoli musicali, fuochi e bancarelle.

Festa della Madonna del Vivo - (1200 m. ) 15 agosto
Sul Monte Vivo - strada rotabile - area attrezzata picnic - posto ristoro.

Fiera di S. Filomena 21 agosto
Parte alta del paese.

Festa di S. Filomena 22/23/24 agosto
Processione, spettacoli musicali, fuochi e bancarelle.

Festa della Madonna della Neve sul Monte Cervati (1900 m.) 4/5 agosto
Strada rotabile di montagna da Piaggine, ultimo tratto da percorrere a piedi. Rifugio. Monte Cervati.

Le feste sono state sempre l’occasione per le caratteristiche bancarelle di torroni, noccioline, nocciole infilate ( andrite), bamboline di una pasta dolce morbida con confettini (pizze palomme), bottigliette colorate di sciroppi variopinti. Oggi sono rimaste uguali e pittoresche, anche se con qualche prodotto in meno. Le fiere del 2 luglio e del 21 agosto erano un avvenimento che attirava venditori e compratori anche dai paesi più lontani. Dalle prime ore del mattino del 21 agosto, il paese si svegliava al suono delle scampanacciate di mucche, pecore, asini, muli e cavalli portati a Piaggine per la Fiera. Altra mercanzia erano gli animali da cortile ed i maiali.
La Fiera si estendeva nella parte alta del paese, fino alle campagne.

La Fiera della Madonna delle Grazie era, invece, tutta in campagna, a ridosso della collina dove è la Cappella, in un ambiente bucolico ed incontaminato, dove si svolgeva tutta la festa. C’era anche una grande baracca, dove Silvestro Sorrentino apriva la sua trattoria con vino e piatti tipici del paese. Oggi l’abitato si è esteso fino alla Cappella, che però rimane ancora nel verde.

Oggi gli animali che si vendono nelle due fiere sono diminuiti; per lo più sono animali da cortile o maiali da ingrassare per farne salumi. Si trovano campanacci, stivali e vestiario per i pastori, finimenti per muli o cavalli, attrezzi per fare il vino o le bottiglie di pomodoro, ferri per fare i fusilli o attrezzi per altri tipi di pasta.
C’è un grande numero di bancarelle di vestiario, biancheria, scarpe, utensili per la casa, cancelleria, verdura e frutta, salami e formaggi paesani.
Specialmente alla Fiera, come alla Festa di S. Filomena, c’è un gran concorso di gente perché, oltre a molti visitatori, molti piagginesi che vivono lontano, tornano proprio in quei giorni.

Anche la Festa della Madonna del Carmine è molto sentita, essendo questo un culto antico. Gli emigrati hanno portato il culto della Madonna del Carmine finanche negli Stati Uniti.
La Madonna esce in processione, carica di collane d’oro offerte dai fedeli; nei tempi passati, in processione, oltre ai fedeli la seguivano anche le mucche, le pecore, che Le erano state offerte e che i pastori continuavano ad allevare, dando al Parroco i proventi di questa cura.

I nomi più frequenti nel paese, specialmente in passato, erano Carmelo, Carmela
e Filomena. Processioni (anche con le “cinte” - barche costruite con candele votive e fiori di carta - portate dalle donne sulla testa) luminarie, musica, bande, fuochi di artificio e bancarelle contraddistinguono le due feste principali (Madonna del Carmine e Santa Filomena).
In passato, veniva recitata anche l’opera di S. Filomena, cioè la storia della Santa.

La Festa della Madonna del Vivo avviene proprio sulla montagna (1200 m.), un suggestivo balcone da cui si possono ammirare le altre montagne ed i paesi limitrofi. Dopo la messa e la processione, nello spazio erboso, attrezzato ai piedi della Cappella, le famiglie pranzano, spesso condividendo il cibo; c’è anche una baracca attrezzata che, già dalla sera prima offre panini, bibite e piatti tipici. E’ veramente un’esperienza indimenticabile mangiare di notte a 1200 m. di altitudine, provando anche il brivido del buio che regna tutto intorno alla baracca illuminata. A volte, la baracca rimane lì per altri giorni dopo la festa.

La stessa suggestione si prova alla Festa della Madonna della Neve sul Cervati, a 1898 m. Si assiste alla messa, si partecipa alla processione, si canta e si balla in uno scenario incontaminato, sul tetto più alto della Campania. Indimenticabile è l’esperienza di dormire sotto la stelle o nel rifugio, a 1900 m., opportunamente attrezzati.

In passato, anche la festa di S. Teresa il 15 ottobre era molto sentita ed era celebrata con tutte le usanze che accompagnano le feste della Madonna del Carmine e di Santa Filomena.
Il 17 gennaio, come avviene in altri paesi, era festeggiato S. Antonio, con pire di fuoco nelle varie piazze del paese.

A Natale, tipici sono gli struffoli e le zeppole di patate, nonchè le pire di fuoco nelle varie piazze.
A Carnevale, nel paese bardato a festa con bandiere e pezzi di stoffa colorata, molti si travestivano, portando per il paese il suono di pifferi, trombe e sonagli, improvvisando anche piccoli spettacoli teatrali, come quello di cui parla Angelo Patri nel suo bel libro “ Biondino”.
A Pasqua, sono tipici i “ vicciddi ”( bambole, animali, cestini) di pasta di pane, con uova, anche sode, per decorazione, pizze rustiche, rospi ( palle di pasta di pane fritta con acciughe) zeppole rustiche (pasta di pane fritta).
All’Ascensione, i pastori non lavoravano il latte, lo regalavano, di qui la tradizione di mangiare tagliolini caserecci cotti nel latte.



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